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Quanto dura una moderna protesi di ginocchio?

Mentre un impianto tradizionale aveva una durata media di ca 15a, oggi una moderna protesi di ginocchio può durare, anche oltre 25 anni. Tuttavia la durata dell’impianto dipende da numerosi fattori. Per questo motivo la domanda corretta non è soltanto quanto dura la protesi al ginocchio, ma quale protesi scegliere e quando sia davvero arrivato il momento di impiantarla.

Fattori che ne condizionano la durata

  • La tipologia di protesi. Le protesi di ginocchio non sono tutte uguali: esistono diverse tipologie di protesi di ginocchio. Gli impianti si differenziano a seconda delle porzioni articolari che vengono sostituite (protesi totali o monocompartimentali), dei materiali di cui sono costituite (metalli come cromo-titanio e cobalto oppure ceramica), del fatto che siano o meno cementate (ovvero fissate all’osso tramite uno speciale collante) e infine delle tecniche chirurgiche utilizzate per l’impianto: in particolare le tecniche chirurgiche più moderne e gli impianti di qualità favoriscono una maggiore durata.
  • il livello di attività fisica (gli sport ad alto impatto possono accelerarne l’usura);
  • il peso corporeo (sovrappeso e obesità “stressano” di più l’impianto);
  • la riabilitazione post-operatoria (il rispetto delle indicazioni di ortopedico e fisioterapista e lo svolgimento di una regolare attività fisica moderata incidono sulla durata della protesi);
  • la qualità dell’osso e della muscolatura (una migliore qualità dei tessuti corrisponde a una maggiore aspettativa di vita dell’impianto).
  • il corretto posizionamento dell’impianto è un fattore determinante: un allineamento preciso e rispettoso della morfologia dell’articolazione nativa del paziente garantisce una corretta distribuzione dei carichi, evitando che il peso vada a gravare su una porzione dell’impianto più che su un’altra.. Oggigiorno, abbiamo la possibilità di avvalerci di tecnologie davvero avanzate che ci assistono in tutti i passaggi, dalla pianificazione dell’intervento al post-operatorio. la tecnologia robotica e la tecnica dell’allineamento cinematico. Quest’ultima permette di rispettare maggiormente l’anatomia originaria del paziente, evitando di costringere tutti i ginocchi all’interno dello stesso schema standard. L’obiettivo non è semplicemente impiantare una protesi correttamente, ma cercare di restituire al paziente una sensazione di movimento il più possibile naturale e una distribuzione equilibrata dei carichi nel tempo. Cercando di allontanarsi sempre di più dai protocolli standard per andare a concepire trattamenti il più possibile personalizzati.

Come prolungare la vita di una protesi di ginocchio e quando si lamentano i primi segni e sintomi anomali

La durata della protesi come accennato non dipende pero’ soltanto dalla specifica tecnica e posizionamento del chirurgo, ma anche dalle abitudini che verranno mantenute negli anni successivi quali:

  • mantenere un peso corporeo adeguato;
  • svolgere regolarmente un’attività fisica moderata evitando sport e attività ad alto impatto sull’articolazione (calcio, running). Tra gli sport consigliabili: tennis su terreni morbidi (erba e terra rossa o moquette), sci su pista, nuoto, bicicletta, golf
  • sottoporsi ai controlli di routine consigliati dal proprio chirurgo: un esame clinico e Rx ogni 2/3 anni rappresentano un metodo per individuare problemi anche minori in fase di insorgenza e ancora correggibili
  • riferire immediatamente all’ortopedico sintomi o dolori anomali: il dolore durante il movimento, la presenza di rumori anomali, il gonfiore, l’instabilità e la limitazione della mobilità articolare.

Se la protesi è troppo usurata, instabile e dolente, il chirurgo valuterà l’opportunità di sostituirla tramite un intervento di revisione durante il quale è possibile sostituire tutto l’impianto o solo una parte di esso.

L’intervento di revisione è una procedura più complessa rispetto a quella della protesi di ginocchio di primo impianto, anche se oggi stiamo raggiungendo risultati sempre migliori e una maggiore sicurezza rispetto al passato grazie a nuovi design e materiali

In particolare: nelle protesi di ginocchio l’usura riguarda principalmente l’inserto tibiale in polietilene, che funge da superficie di scorrimento tra componente femorale e tibiale. Ogni ciclo di carico genera micro-stress meccanici che nel tempo possono degradare il materiale. Un design che distribuisce meglio le forze e riduce attriti anomali può aumentare la longevità dell’impianto. Nella nuove protesi a medial pivot l’elevata congruenza mediale limita picchi di pressione e micro-movimenti, riducendo il wear del polietilene.

Sopravvivenza dell’impianto: come interpretare i dati clinici

Il dato del 97% a 16 anni significa che la maggior parte degli impianti non richiede revisione chirurgica in quel periodo. Le revisioni possono essere dovute a mobilizzazione asettica, infezione, usura significativa, instabilità o fratture periprotesiche: la probabilità di revisione aumenta nel tempo, soprattutto nei pazienti giovani e attivi

Prof. Dr. Stefano Zanasi

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