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Protesi di ginocchio a Medial Pivot con allineamento cinematico

Le protesi di ginocchio con inserto polietilenico a medial pivot sono impianti progettati per mimare la cinematica naturale del ginocchio, garantendo alta stabilità grazie a un comparto mediale fisso (pivot) e un laterale mobile. Offrono alta soddisfazione (95%), stabilità in flessione e ridotta usura rispetto alle protesi tradizionali, ripristinando una sensazione più “naturale” del ginocchio.

La caratteristica principale dell'inserto delle protesi a pivot mediale consiste nel diverso disegno dei due compartimenti, che simula un movimento fisiologico del ginocchio, riducendo il fenomeno del movimento paradossale di scivolamento anteriore del femore rispetto alla tibia.

Tale protesi di ginocchio con filosofia medial pivot ci permette di riprodurre più fedelmente possibile una bio-meccanica “originale” del ginocchio.

E’ noto attraverso numerosi studi di cinematica articolare che il condilo mediale “pivota” sul piatto tibiale con una escursione minima, mentre il condilo esterno a partire dai 45° di flessione si trasla posteriormente, grazie alla convessità del piatto tibiale esterno ed alla notevole mobilità del menisco esterno. Differentemente, il ridotto movimento del condilo femorale mediale è legato alla concavità del piatto mediale ed alla stabilità del menisco interno.

Nella protesi a pivot mediale l’aumento della congruenza è realizzato in maniera diversa tra il condilo mediale ed il laterale. Infatti, mentre a livello mediale esiste una congruenza stabilizzante, lateralmente l’asse antero posterior consente un’escursione del femore sulla componente tibiale di circa 15°.

ll tipo di congruenza che caratterizza quest’impianto, associata al raggio di curvatura costante, consente sia la realizzazione di un “roll-back asimmetrico” tra il condilo mediale e quello laterale, come avviene fisiologicamente senza stress nei movimenti di flesso-estensione, che la possibilità di sacrificare il LCP, ove necessario, senza modificare le componenti metalliche dell’impianto.

Una precisa scelta chirurgica è stata quella di utilizzare tale modello protesico anche nelle importanti alterazioni dell’asse, sia in varo che in valgo, ritenendo “grosse deformità” la deviazione in varo sopra i 20° ed in valgo maggiore di 15°.

La protesi a pivot mediale è spesso indicata per chi cerca un recupero funzionale più vicino possibile alla meccanica del proprio ginocchio, fornendo una sensazione di stabilità maggiore rispetto agli impianti che consentono solo lo scorrimento antero-posteriore su entrambi i lati. È una protesi di ginocchio che ripristina la stabilità antero-posteriore vicariando entrambi legamenti crociati con il suo meccanismo “Ball-in-Socket”.

Per beneficiare al massimo di questi vantaggi la protesi può essere impiantata usando una tecnica chirurgica definita “allineamento cinematico”, che mira a non stravolgere il ginocchio ma a rispettare l’asse di rotazione individuale del paziente.

Differenza tra protesi tradizionali e protesi a medial pivot

Le protesi di ginocchio si differenziano soprattutto per come gestiscono la stabilità e per la cinematica che inducono durante flessione ed estensione.

  • Cruciate-retaining (CR): preservano il legamento crociato posteriore (PCL) e richiedono che questo sia funzionale
  • Posterior-stabilized (PS): sostituiscono la funzione del PCL con un meccanismo cam-post
  • Varianti più vincolate: per instabilità importanti o deformità complesse
  • La medial pivot riprodurre ciò che si avviene nelle ginocchia sane , dove il comparto mediale funge da perno relativamente stabile mentre il comparto laterale consente una rotazione più ampia durante la flessione. In un impianto medial pivot la congruenza mediale è maggiore (più “incastro” controllato), il lato laterale è progettato per permettere scorrimento e rotazione fisiologica.

La differenza percepita dal paziente spesso riguarda la sensazione in flessione: alcune protesi possono dare un’impressione di scorrimenti anomali, un ginocchio che “non segue” in modo naturale, soprattutto nelle fasi intermedie del passo o durante movimenti complessi (cambi di direzione, discesa scale).

La medial pivot mira a una stabilità più marcata sul lato interno, con un controllo antero-posteriore che riduce la probabilità di movimenti paradossi.

Caratteristiche principali e vantaggi delle protesi di ginocchio medial pivot

  • Design biomeccanico: il comparto mediale rimane stabile e funge da perno mentre il comparto laterale ruota durante la flessione
  • Maggiore stabilità “Ball-in-Socket”: Il termine “Ball-in-socket” descrive una congruenza elevata tra componente femorale e inserto tibiale sul lato mediale, creando un pivot stabile che aumenta stabilità antero-posteriore e rotazionale in flessione. Durante la flessione avviene una combinazione di rotolamento e scorrimento tra femore e tibia, con comportamento differente tra comparto mediale e laterale: il mediale più vincolato, il laterale più mobile.
  • Maggiore movimento e flessione più fluida
  • Sensazione naturale del ginocchio
  • Minore usura nel tempo
  • Applicabilità anche in deformità severe (varo o valgo)

Il design della protesi di ginocchio medial pivot

  • Mediale: elevata stabilità e congruenza;
  • Laterale: libertà di scorrimento e rotazione.

Il risultato ricercato è un ginocchio con traiettoria più coerente durante carico e flessione, con minori micro-instabilità e maggiore sicurezza nei movimenti quotidiani.

La flessione post-operatoria dipende da molte variabili e il design medial pivot può favorire una flessione più fluida e fisiologica riducendo instabilità percepita e movimenti paradossi. La medial pivot offre una sensazione più guidata nei movimenti: scendere le scale, sedersi e rialzarsi, camminare in discesa e squat controllati risultano più naturali.

La qualità del movimento tra 0° e 90° è spesso più importante della flessione massima. Studi indicano una sopravvivenza dell’impianto a medial pivot del 97% a 16 anni. Questo indica un’elevata affidabilità a lungo termine rispetto alle protesi tradizionali.

Allineamento cinematico

L’allineamento meccanico standard non ripristina completamente la cinematica del ginocchio anche con una protesi medial pivot.

L’associazione con allineamento cinematico (KA-TKA), che rispetta l’asse di rotazione individuale del paziente, migliora i risultati funzionali.

Può essere ottenuto tramite strumentazione dedicata o maschere di taglio personalizzate stampate in 3D dopo studio TC e pianificazione preoperatoria.

Tra le tecniche disponibili, l’Allineamento Cinematico (KA, dall’inglese Kinematic Alignment) rappresenta oggi una delle evoluzioni più significative nella chirurgia protesica del ginocchio. Introdotta clinicamente nel 2006 dal Prof. Stephen Howell dell’Università della California, l’ allineamento Cinematico è una tecnica chirurgica per il posizionamento della protesi di ginocchio che si basa su un principio fondamentale: rispettare la geometria articolare naturale di ogni paziente :

il KA non è semplicemente una tecnica di allineamento e’ una tecnica di resurfacing anatomico. L’obiettivo non è posizionare la protesi secondo parametri medi o standard, ma ripristinare l’anatomia del ginocchio esattamente come era prima che la cartilagine si consumasse — restituire al paziente il proprio ginocchio nativo.

Ogni persona ha un ginocchio con caratteristiche anatomiche uniche: l’angolo di inclinazione delle superfici articolari, l’orientamento dei legamenti, la rotazione naturale durante il movimento. Queste caratteristiche definiscono la “cinematica” del ginocchio. Con la tecnica KA, la protesi viene posizionata in modo da ricreare esattamente la geometria che il paziente aveva prima che la cartilagine si consumasse.

In pratica, la tecnica chirurgica con calibro “step by step” che utilizza strumenti manuali è molto riproducibile e garantisce misurazioni con una precisione al mezzo millimetro, non inferiore al robot in cui l’errore massimo è di circa 0,5-1 mm.

L’allineamento cinematico non è soltanto una tecnica, ma una nuova visione della chirurgia protesica del ginocchio. La direzione è verso una personalizzazione sempre maggiore e risultati clinici orientati alla qualità della vita.

Per i pazienti significa avere accesso a interventi sempre più precisi, meno invasivi e più rispettosi dell’anatomia individuale.

Ristabilire la cinematica originale dell’intero arto e restituire al paziente il comfort di poter camminare con un arto che somigli il più possibile a quello originario, grazie all’utilizzo di impianto protesici fatti ad hoc, che rispettino il più possibile l’anatomia e la fisiologia originale di un ginocchio. In questo modo si va sempre più verso una personalizzazione dell’impianto protesico.

I tre assi cinematici del ginocchio

Il ginocchio non si muove come una semplice cerniera. La sua cinematica è governata da tre assi distinti, descritti per la prima volta da Hollister et al. nel 1993 e su cui si fonda tutta la filosofia del KA moderno.

Asse 1 — Asse trasversale tibio-femorale: è l’asse attorno al quale la tibia flette ed estende rispetto al femore. La sua inclinazione e posizione sono uniche per ciascun individuo. Nell’Allineamento Cinematico, i tagli ossei vengono eseguiti in modo da riportare la protesi esattamente su questo asse.

Asse 2 — Asse trasversale patello-femorale: è l’asse attorno al quale la rotula scorre e flette rispetto al femore. Rispettare questo asse è fondamentale per evitare il dolore anteriore di ginocchio e i problemi di tracking rotuleo.

Asse 3 — Asse longitudinale tibiale (rotazione assiale): è l’asse verticale attorno al quale la tibia ruota internamente ed esternamente rispetto al femore. Essenziale per la stabilità del ginocchio, si accentua negli ultimi gradi di estensione completa (il cosiddetto “screw-home mechanism”).

La tecnica KA mira a ripristinare tutti e tre questi assi contemporaneamente, riportando il ginocchio alla sua cinematica originale.

Schema degli assi cinematici del ginocchio con i centri geometrici degli assi tibio-femorale e patello-femorale e i punti di riferimento colorati (magenta, verde, giallo, arancione).

I punti di riferimento colorati identificano i centri geometrici degli assi cinematici (tibio-femorale e patello-femorale) su cui vengono calibrati i tagli ossei personalizzati per ogni paziente.

Allineamento Meccanico vs Allineamento Cinematico

Allineamento Meccanico (tecnica tradizionale)

Nell’allineamento meccanico, il chirurgo posiziona la protesi seguendo parametri geometrici standardizzati, indipendentemente dall’anatomia individuale del paziente. L’obiettivo è allineare la protesi perpendicolarmente all’asse meccanico dell’arto.

La prima, più tradizionale, parte da un modello “ideale” di ginocchio dritto e cerca di riportare la vostra gamba a quell’asse standard, uguale per tutti. Per farlo, però, spesso bisogna intervenire sui legamenti — allentarli o tagliarli — per adattarli a una geometria che non è la vostra.

Un dato spesso ignorato: solo circa il 15% delle persone ha una linea articolare naturalmente perpendicolare all’asse meccanico. Per l’85% dei pazienti, l’allineamento meccanico modifica in qualche misura la loro anatomia naturale. L’approccio ha prodotto ottimi risultati per decenni — ma non è ottimale per chi ha un’anatomia che si discosta dalla media.

Allineamento Cinematico (tecnica avanzata)

Con il KA, il chirurgo analizza la morfologia specifica del paziente e posiziona le componenti della protesi rispettando i parametri anatomici individuali. La linea articolare viene ripristinata nella sua posizione pre-artrosica, e i legamenti collaterali vengono mantenuti in tensione fisiologica senza dover ricorrere ai release legamentosi tipici dell’approccio meccanico.

L’allineamento cinematico, è la tecnica che invece di imporre un modello uguale per tutti, ricostruisce il ginocchio del paziente com’era prima che l’artrosi lo consumasse. Si rispetta la forma delle ossa e l’inclinazione naturale della articolazione del paziente . Il risultato è che, nella maggior parte dei casi, i legamenti restano dove la natura li aveva messi, con la loro tensione naturale, e quasi non c’è bisogno di toccarli.

  • Allineamento Meccanico: geometria standardizzata · modifica la linea articolare naturale · richiede spesso release legamentosi
  • Allineamento Cinematico: geometria personalizzata · ripristina la linea articolare pre-artrosica · preserva la tensione legamentosa naturale

Il Forgotten Joint Score: il ginocchio che scompare dalla mente

Uno degli strumenti più eloquenti per misurare la qualità di una protesi di ginocchio è il Forgotten Joint Score (FJS): un indice che misura quanto il paziente si dimentica di avere un’articolazione artificiale durante la vita quotidiana. Più alto è il punteggio, più il ginocchio è percepito come naturale.

I dati disponibili indicano un FJS mediamente superiore con la tecnica KA rispetto all’allineamento meccanico. Nelle meta-analisi che hanno confrontato le due tecniche la differenza a favore dell’allineamento cinematico è statisticamente significativa ma di entità contenuta (The Knee, 2022): un numero minore di pazienti riferisce di percepire la protesi nella vita quotidiana.

Confronto radiografico dei piani di taglio osseo: allineamento meccanico (MA Bone Cuts) a sinistra e allineamento cinematico (KA Bone Cuts) a destra.

Confronto tra i piani di taglio: l’allineamento meccanico standardizzato (sinistra) vs l’allineamento cinematico personalizzato per l’anatomia del paziente (destra).

Gli studi bilaterali: il confronto più affidabile possibile

La dimostrazione più convincente del vantaggio del KA viene dagli studi bilaterali, in cui lo stesso paziente riceve una protesi KA su un ginocchio e una con allineamento meccanico sull’altro: nello studio su pazienti operati bilateralmente con le due tecniche (Nedopil, Howell e Hull, Journal of Clinical Orthopaedics and Trauma, 2021) il 56% ha riferito di preferire il ginocchio allineato cinematicamente, l’8% quello meccanico e il 36% li ha giudicati equivalenti, con un Forgotten Joint Score mediano superiore di 15 punti a favore del KA. Anche in uno studio randomizzato del 2024 (Sarzaeem et al., Journal of Arthroplasty) i pazienti risultavano più propensi a preferire il ginocchio KA.

I punteggi funzionali

Le meta-analisi più recenti (2023-2025) mostrano vantaggi statisticamente significativi del KA su tutti i principali punteggi funzionali: KSS, WOMAC, Oxford Knee Score, range di movimento, dolore a riposo. L’analisi del cammino mostra velocità superiore e un pattern di flessione più fisiologico.

Quanto dura una protesi con allineamento cinematico

Gli studi a 10 anni dimostrano un’eccellente sopravvivenza dell’impianto KA, indipendentemente dalla categoria di allineamento, e le meta-analisi più recenti non mostrano differenze significative nella sopravvivenza tra KA e allineamento meccanico. La protesi dura altrettanto — ma il paziente vive meglio.

Le varianti della tecnica KA

KA Puro (Calipered KA) — la tecnica originale di Howell. Il chirurgo utilizza un sistema di 10 misurazioni con calibro e 9 verifiche intraoperatorie per ripristinare esattamente l’anatomia pre-artrosica. Richiede esperienza specifica ma produce i risultati più naturali.

Restricted KA (rKA) — sviluppato da Vendittoli (Università di Montreal), ripristina l’anatomia individuale entro una “zona sicura” definita (entro ±3° dalla neutralità meccanica). Circa il 51% dei pazienti riceve KA puro senza modifiche; il restante 49% riceve piccoli aggiustamenti di sicurezza. Entrambe le varianti producono risultati superiori all’allineamento meccanico.

I vantaggi dell’Allineamento Cinematico

Questa scelta tecnica si traduce in tre vantaggi che i pazienti notano per primi.

1. Maggiore naturalezza del movimento

Il Forgotten Joint Score superiore conferma che i pazienti KA si “dimenticano” molto più spesso di avere una protesi. I pazienti che sono stati trattati con con tecnica dell’allineamento cinematico riferiscono spesso una sensazione di naturalezza del ginocchio operato superiore rispetto alle tecniche tradizionali.

2. Alta soddisfazione del pazienti

Negli studi su pazienti operati bilateralmente con entrambe le tecniche, poco più della metà preferisce il ginocchio allineato cinematicamente e circa un terzo giudica i due ginocchi equivalenti.

3. Recupero funzionale più rapido

Rispettare la tensione legamentosa fisiologica favorisce una ripresa più veloce della funzione articolare. Un ginocchio che duole meno è un ginocchio che muovete prima e con più fiducia. E poiché la riabilitazione vive proprio di questo, di movimento precoce e costante, partire da una condizione migliore aiuta a recuperare la flessione e l’autonomia più velocemente. Gli studi che hanno misurato la ripresa lo confermano: i pazienti operati con tecnica cinematica tendono a rimettersi in piedi e a camminare prima.

4. Minore dolore post-operatorio, in particolare nelle prime settimane

La corretta tensione dei legamenti e il rispetto della cinematica naturale riducono lo stress sui tessuti molli: quindi un ginocchio che fa meno male quando comincia a muoversi. Non sparisce il dolore post-operatorio — quello c’è, è normale e si gestisce — ma in genere è più gestibile e cala più in fretta.

5. Durata dello impianto equivalente alle tecniche tradizionali

La sopravvivenza dell’impianto a 10 anni è eccellente e paragonabile all’allineamento meccanico.

L’allineamento cinematico non è comunque la panacea e non tutti gli studi mostrano le stesse differenze.

  • Il vantaggio è più evidente in chi ha un ginocchio molto “storto” dall’artrosi — un varo importante, le gambe a parentesi —
  • e si riduce in chi ha già un ginocchio quasi dritto.
  • la tecnica chirurgica è una parte fondamentale del percorso, ma l’ impegno del paziente nella riabilitazione, il controllo del peso, la ripresa graduale del movimento contano almeno quanto il modo in cui posiziono la protesi.

Chi è il candidato ideale all’allineamento cinematico protesi ginocchio?

  • Pazienti con anatomia varizzante o valgizzante marcata — gambe “a X” o “a O” pronunciate beneficiano enormemente di un approccio personalizzato
  • Pazienti fisicamente attivi — chi vuole tornare a golf, nuoto, ciclismo, camminate in montagna apprezza la maggiore naturalezza del movimento
  • Pazienti più giovani — chi si opera prima dei 65 anni ha aspettative funzionali più elevate
  • Pazienti esigenti sul risultato funzionale — chi vuole un ginocchio che “funzioni come prima”

La scelta definitiva spetta sempre al chirurgo, che valuta l’idoneità caso per caso.

Come si svolge l’intervento con tecnica KA

Fase preoperatoria: valutazione radiologica completa del ginocchio e dell’arto in carico. In alcuni casi si utilizza imaging avanzato (TAC o RMN). Nei centri più avanzati è disponibile la pianificazione robotica (sistemi Mako, ROSA, VELYS).

Durante l’intervento (anestesia spinale, durata media 60-75 minuti): il chirurgo rimuove le superfici articolari danneggiate e posiziona le componenti rispettando i piani di taglio calcolati specificamente per quel paziente, verificando ogni fase con un sistema di misurazioni calibrate.

Fase post-operatoria: deambulazione con stampelle nelle prime 24-48 ore. Ritorno alla vita quotidiana entro 4-6 settimane; recupero completo in 3-6 mesi. Per una guida completa su cosa aspettarsi prima e dopo, leggi come prepararsi all’intervento di protesi di ginocchio.

Applicabilità nelle deformità in varo o valgo severo

Il design a medial pivot trova indicazione anche in scenari complessi, come deformità importanti in varo o valgo, dove l’articolazione ha subito per anni uno squilibrio meccanico progressivo.

La chirurgia non consiste solo nel sostituire le superfici articolari, ma nel ricostruire un equilibrio globale dell’arto inferiore considerando asse meccanico, stabilità in estensione e flessione, tensioni capsulo-legamentose e corretto tracking rotuleo.

Caratteristiche del ginocchio in varo severo

  • Comparto mediale consumato e riduzione dello spazio articolare interno;
  • Retrazione dei tessuti mediali con aumento tensione del collaterale mediale;
  • Lassità relativa del comparto laterale;
  • Rotazioni femoro-tibiali adattative nel tempo.

La sfida è ripristinare un asse corretto senza destabilizzare il ginocchio. Una protesi con stabilità mediale intrinseca offre un riferimento solido per ricostruire la cinematica.

Caratteristiche del ginocchio in valgo severo

Nel valgo marcato si osservano retrazioni laterali importanti, lassità mediale e alterazioni del tracking rotuleo.

Una stabilità mediale ben definita, fornita dal design medial pivot, aiuta a controllare la cinematica purché la correzione della deformità sia graduale e rispettosa dei tessuti.

Strategia chirurgica nei casi complessi

  • Release selettive dei tessuti retratti;
  • Bilanciamento dei gap in estensione e flessione;
  • Scelta dello spessore e del tipo di inserto tibiale;
  • Eventuale aumento del grado di vincolo nei casi instabili.

La medial pivot fornisce un perno mediale stabile mentre il comparto laterale mantiene mobilità controllata, rendendo il ginocchio più prevedibile durante carico e flessione.

Leggi ancheCosa aspettarsi da una protesi di ginocchio a medial pivot

Prof. Dr. Stefano Zanasi

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